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"Quando si aprirà una nuova era
un corteo di giovani dirigerà una grande sinfonia
che riecheggerà da un capo all'altro dell'universo.
Amici, cantate, danzate e gioite insieme!"Daisaku Ikeda

"LA FESTA DEI MIRACOLI"Certaldo 16-20 luglio 2014

Mercantia 2014 avrà il sapore antico del rito che si ripete, del festival che esplode per le strade del borgo medievale, sempre uguale e sempre diverso. Il nostro pubblico, dal cuore bambino, vuole la stessa fiaba nella quale si riconosce e spesso vuole ascoltare le stesse parole. Da sempre sono stati presenti al festival compagnie e gruppi che sono diventati simboli o emblemi della festa, la stessa esperienza si è ripetuta negli ultimi anni con le nostre street band, e quando qualcuna non c’era, sembrava che alla festa mancasse qualcosa, come se non ci fossero state altre cento compagnie nel programma.
“La Festa dei Miracoli” è il tema ispiratore per la prossima edizione di Mercantia, è un riconoscimento che ci diamo dopo il successo miracoloso dell’ultimo festival! Miracoli, in senso laico, ne abbiamo già fatti tanti, come la rinascita di un colorito popolo di artisti che hanno popolato l’Italia, e anche il moltiplicarsi di altri festival, sorti per imitazione e sull’onda del nostro successo. Siamo riusciti miracolosamente a crescere negli anni anche senza grossi finanziamenti pubblici, ma grazie ai biglietti venduti. Miracolo è anche quello per cui si dice “che a Mercantia non piove mai...”
Il miracolo che c’interessa in questa edizione è quello di poter continuare a stupire, a sognare, ad essere ancora noi stessi, quello di continuare ad esistere per produrre cultura, socialità, turismo e commercio. Produrre amore, gioia nel cuore e occhi che sorridono e raccontano che ancora una volta abbiamo vinto.
“La Festa dei Miracoli” deve essere ancor più magica nei suoi spettacoli e nella cura del borgo, magico l’entusiasmo e l’energia che deve suscitare!

I miracoli e la magia erano molto più familiari nella stagione in cui gli uomini non avevano la pretesa di essere i padroni del mondo e dove la razionalità non era una verità assoluta, gli uomini vivevano come piccole parti di un grande mondo che incuteva loro timore e che andava propiziato. Anche noi piccoli grandi organizzatori del festival mandiamo le nostre preghiere al cielo e il cielo non ha mai abbandonato Mercantia, siamo religiosi e la nostra religione è quella del sole, della sacralità della vita, della gioia, del sorriso!
Dal cielo torneranno a piovere gioiosamente coriandoli di felicità, bigliettini di qualche maestro di speranza, ...le sfere torneranno a danzare e le street band a suonare lungo le strade.

La prima domanda che mi fanno, quando devo presentare la nuova edizione di Mercantia è: “Che cosa c’è di nuovo?” Per una volta proporrò di mettere l’accento su ciò che c’è di vecchio, dove a vecchio diamo un’accezione di buon vino che si apre nei giorni di festa.
L’aspetto rituale che Mercantia ha scelto prevede la ripetizione di tutto ciò che è insostituibile per noi, vogliamo giocare a ripeterci riproponendo alcune immagini di sogno, ma la legge della vita vuole anche nuove cellule che sostituiscano altre troppo vecchie, guardiamo, quindi anche al futuro e introduciamo nuovi segni che saranno la storia di domani. In questo gioco sta il nostro equilibrio e la scommessa per il successo.
Ma se Mercantia quest’anno si ponesse lo scopo di un vero miracolo, di qualcosa di straordinario, di una guarigione dell’anima? Ma queste cose sono già accadute: il burocrate della banca che si mette a ballare in piazza, la bambina sordomuta che sente la musica nell’aria, io stesso guarivo per ogni Mercantia delle mie malinconie. Se mi aspetto un miracolo devo avere fede che questo avvenga, la fede è importante per tutti, ognuno di noi ha una fede e per alcuni è solo una squadra di calcio, le fedi sono tante e diverse, ma con la fede si spostano le montagne e decine di migliaia di persone.

Mercantia non è solo una kermesse, nella sezione de “I giardini segreti”, le nostre piccole oasi, ci sarà un momento di riflessione e silenzio dei sensi per un teatro che parla direttamente al cuore. “La Festa dei Miracoli” non ha bisogno di un repertorio di effetti speciali, i vecchi muri del borgo sono già tanto suggestivi nella loro storia e nella loro bellezza.
Un miracolo, per esempio, prevede il ribaltamento di una situazione: lo spazio dei Lavatoi, da Cenerentola poco frequentata dei luoghi adibiti a spettacolo, ospiterà un palco con platea di sedie e riproporrà alcuni eventi che hanno fatto il tutto esaurito nelle scorse edizioni.
Anche per quanto riguarda l’artigianato ci sarà una piccola rivoluzione, abbandoneremo alcune postazioni, come piazza SS Jacopo e Filippo, per conquistarne delle altre. Non solo mercato e lavorazioni, ma anche installazioni in alcuni suggestivi scorci del borgo, il miracolo qui è nella meraviglia delle mani che creano e manipolano sapientemente la materia.
Angeli, diavoli, draghi, trampolieri, musicisti, giocolieri, maghi, acrobati, ballerini, teatranti, ciarlatani, burattinai, marionettisti, contastorie, illusionisti, circensi, danza, mimi, poeti, figuranti, imbonitori, bande, parate, cabarettisti, fachiri, mangiafuoco, sono tante le definizioni e i generi, sono tanti gli artisti presenti a Mercantia e la varietà dei cento fiori è la nostra ricchezza, tanti sono i tipi di albero, tante le farfalle e ognuna porta il proprio nome, questo è il miracolo della molteplicità della vita in tutte le sue manifestazioni, l’armonia è la nostra misura, ci piacciono le margherite e l’orchidee.
Nel nostro festival non sono importanti solo i grandi spettacoli, sono altrettanto importanti le piccole cose e la cura di queste, il superfluo è per noi ancora molto necessario. Una cucina creativa che elabora saporosi piatti anche con le croste di pan secco, aglio e prezzemolo. Ci sono spettacoli come stuzzichini, altri come aperitivo, tanti primi e prime a scelta, i nostri secondi non sono secondi a nessuno, poi la banda per digerire e un gocciolino fuori programma, le metafore sarebbero tante e tutte, anche in altri ambiti, ci possono riguardare. Ora non resta che dire: “Il pranzo è servito”.
Ancora una volta, come da millenni, ecco la festa! E’ bello incontrarsi e riconoscersi, è bello esserci e respirare, cantare, urlare o sussurrare, ognuno porta i suoi doni e i suoi sorrisi, e nell’aria si sprigiona il profumo intenso della vita.

 idea poetica di Alessandro Gigli