IL CORTILE DEGLI ATTORI/MASCHERA dalla commedia dell'arte ai nostri giorni un progetto di Gianfranco Pedullà per TEATRO POPOLARE D'ARTE Giardino della Casa del Boccaccio
Teatro Popolare D'Arte
presenta
"I misteri di Pulcinella"
di Gianfranco Pedullà con Gianfranco Pedullà e Rosanna Gentili
Giardino della Casa del Boccaccio
14 Luglio dalle ore 22:00 15, 16 Luglio dalle ore 23:00 17, 18 Luglio dalle ore 24:00
la scena si mostra vuota con un cielo sul fondo come su una grande terrazza: uno spazio d'infanzia sospeso tra il cielo e la terra. in questa direzione l'azione scenica cerca suggestioni contemporanee. i costumi di Pulcinella variano con le sue età. Pulcinella è scalzo. parla il linguaggio della strada, quello che la vita gli ha insegnato: uno strano miscuglio linguistico fatto di dialetti meridionali e di varie lingue europee. Pulcinella vive come in un eterno trasloco nello spreco della vita. gioca al gran teatro del mondo. Intorno a lui molte figure femminili e maschili – dai costumi parzialmente riferiti alla tradizione ma con evidenti richiami al nostro tempo. Le improvvisazioni di gianfranco pedullà e di rosanna gentili ruotano, abbastanza grottescamente, intorno ai grandi misteri della vita: il mistero della luna… il mistero della nascita….il mistero dell'amore…. il mistero della fame….…il mistero della famiglia….il mistero della guerra…..il mistero della morte… Regia – Pulcinella dove vai? Torna subito in scena… e che è successo poi? Da molti anni il lavoro di Pedullà si concentra su una sorta di biografia contemperanea della maschera di Pulcinella.
Rosanna Gentili e Giusi Merli
presentano
"Dell'amore e di altre grottesche cose"
Giardino della Casa del Boccaccio
14 Luglio dalle ore 23:00
Trattasi di una serata brillante di donne non per sole donne. Una serata nella quale la bravura e la follia di rosanna gentili e giusi merli ci accompagnano in un viaggio teatrale nell'universo femminile. Il grottesco domina nelle maschere quotidiane ed extraquotidiane delle due attrici. Il viaggio prevede delle tappe significative nelle tirate comiche di franca valeri e nelle pagine profonde di dorothy parker e Emily Dickinson, non senza brusche cadute nelle condizioni tragicomiche del nostro vivere quotidiano. a guidarci la bravura delle due attrici.
Andrea Merendelli
presenta
"I tre leccardi"
con Luca D'amore, Fabrizio Lepri e Giorgio Pinai
Giardino della Casa del Boccaccio
15 Luglio dalle ore 23:00
Dietro le quinte di un teatrino fuori dal tempo, due musicisti 'Leccardi e morti di fame' aspettano, in preda ad un estenuante languore, le maschere della Commedia "all'improvvisa". Piangono la misteriosa scomparsa del loro maestro e guida Rodrigo Martinez de Vasall, che li ha lasciati nella disperazione e nell'angoscia: i due sanno poco suonare e per nulla leggere o scrivere, e senza un nuovo maestro Leccardo, la fame li porterà via. E quando il terzo Leccardo irrompe dietro le quinte, le cose cambiano. In peggio. I Tre Leccardi (che prendono il nome da una canzone "ridiculosa" di Giulio Cesare Croce) suonano strumenti rari (e di pregevolissima fattura) nel backstage di un palco da Commedia dell'Arte, e le musiche che fanno da colonna sonora ai loro comici deliri sono quelle semi-sconosciute di quel mondo perduto degli attori e saltimbanchi girovaghi, riscoperte e arrangiate sulla base di pochissime informazioni. Chi suonava per le commedie, molto spesso non trascriveva le musiche, ma andava a "braccio" (i Balli di Sfessania sono un'eccezione). Lo spettacolo "cerca" quel clima un po' eversivo e un po' comico-anarchico che governava le scene dei Comici dell'Arte, con un'inedita miscela di musica antica e di moderna (e a volte crudele) comicità.
Compagnia Opera Prima
diretta da Francesco Gigliotti
presenta
"Histoire du soldat"
Giardino della Casa del Boccaccio
16 Luglio dalle ore 22:00
"Acqua e farina"
Performance di strada omaggio alla Commedia dell'Arte Improvvisazioni col pubblico
Giardino della Casa del Boccaccio
16 Luglio dalle ore 24:00
Histoire du soldat Igor Stravinsky, C.F. Ramuz Direzione musicale: Jonathan Faralli Regia: Francesco Gigliotti Scene e costumi: Giorgio Distefano Con: Tiziana Battisti, Agnese Chiara D'Apuzzo, Francesco D'Atena, Maria Elena Lazzarotto, Zahira Silvestri
Non è un caso che così diversi e numerosi siano stati gli allestimenti dell'histoire du soldat di Stravinsky, avvicinandosi all'opera colpisce la semplicità della storia, la forza dell'immediatezza contenuta nel libretto di Ramuz, nonché la grandezza della scrittura musicale. E' una favola, classica lotta tra il destino e l'uomo vinto, piena di simbolismi, popolata da diavoli, principesse, soldati, ma che nel testo contiene quella forza della modernità che la rende ancora una volta per noi accattivante. Un soldato in licenza incontra sulla strada verso casa un diavolo a cui dona il proprio amatissimo violino in cambio di un libro che lo renderà ricco. Dopo aver passato tre giorni a casa del diavolo, il soldato arriva nella sua città, ma qui nessuno più lo riconosce, gli amici più cari, la sua fidanzata e perfino sua madre. Scopre così che , in realtà, sono passati tre anni, il diavolo si è preso gioco di lui. Abbandona la città, non sapendo cos'altro fare, decide di utilizzare il libro che ha ricevuto in cambio e diventa ricco. Ben presto, si accorge che la ricchezza non da la felicità, sono altre le cose che hanno valore nella vita, che era più felice prima, quando possedeva nient'altro che il suo vecchio violino. Solo l'incontro con una principessa alla quale avrà salvato la vita grazie al suono del violino, recuperato con un tranello, sembra cambiare le sorti della sua felicità. Ma il diavolo, che non ha ancora giocato tutte le sue carte, minaccia il soldato che, qualora avesse fatto ritorno al suo paese natale, sarebbe tornato completamente in suo potere. Dopo qualche tempo, dimentichi della minaccia, la principessa spingerà il soldato, per la curiosità di conoscere il suo passato, a tornare nel paese natio e ....). Tutto ciò viene raccontato da una partitura musicale fortemente ironica, coloratissima e altrettanto moderna, di stimolo per cimentarsi in un ulteriore altra versione ......
Acqua e farina Con Agnese Chiara D'Apuzzo e Tiziana Battisti Tecnica d'attore Genere: Commedia dell'Arte Per tutte le età
Servi compari e compagni di sventura Policenella e Coviello due poveri commedianti, girovagano per i paesi e per le piazze alla ricerca di un po' di cibo. I due si professano ambasciatori dell'Arte chiamati dalle autorità per feste banchetti ed inaugurazioni e chi più ne ha più ne metta. Iniziano così a raccontare i loro viaggi disperati in giro per il mondo e, coinvolgendo il pubblico ed improvvisando con loro, danno vita a situazioni comiche ed irresistibili. Policenella e Coviello sono fra le maschere più rappresentative della Commedia dell'Arte di area meridionale. Gli spettatori riscoprono l'antica tradizione attraverso l'abilità della recitazione all'improvviso , il codice energico, la maschera di cuoio. Lo spettacolo permette al pubblico di confrontarsi in modo divertente ed immediato con la struttura dei canovacci della Commedia dell'Arte e con quello che viene comunemente ricocosciuto come "il recitare all'improvviso." Pescando da un ampio repertorio di canovacci e situazioni tipo, adattandosi così ad ogniluogo e tempo com'era l'arte dei comici classici, le due maschere, professandosi ambasciatori dell'arte, ma in realtà due poveri commedianti affamati di fame e di fama, attraverso una serie di lazzi e di storie divertenti, riescono a far rivivere la magia della costruzione e della messa in scena di un storia attraverso l'arte dell'improvvisazione.
Teatro Popolare D'Arte / Nicola Rignanese
presenta
"Morire dal ridere"
un omaggio ad Ettore Petrolini ed altre maschere di Gianfranco Pedullà e Nicola Rignanese con Nicola Rignanese
Giardino della Casa del Boccaccio
17 Luglio ore 22:00, replica ore 23:00 18 Luglio ore 22:00, replica ore 23:00
Attraverso i testi e musiche - a volte d'epoca, a volte originali - si ripropone la straordinaria esperienza artistica di uno dei più grandi attori italiani del Novecento. Non un'imitazione di Petrolini ma un ripercorrere una comicità corrosiva dello spirito e del senso comune dominante. Lo spettacolo vuole far ridere ma anche, con leggerezza, richiamare ad una maggiore consapevolezza del nostro essere attori e spettatori della scena del proprio tempo. I monologhi, le canzoni, le improvvisazioni, le musiche evocano un mondo, o più mondi, per rendere omaggio al grande Ettore ma anche per offrire una carrellata impietosa sui personaggi che popolano la nostra attualità. Affascina, ancora oggi, il grande rigore e la consapevolezza artistica di Petrolini, figura inquieta e radicale del teatro italiano, un eretico della scena. Un esempio di attore moderno capace di sbeffeggiare - con ironia e leggera amarezza - gli atteggiamenti dominanti la sua epoca (dal pietismo melodrammatico alla retorica del grande attore ottocentesco). In questo clima di comicità leggera ma graffiante emerge il talento di Nicola Rignanese che - partendo dallo sguardo deformante di Petrolini - misura le proprie suggestioni e la propria visione del teatro attraverso citazioni e slittamenti petroliniani.
<<Nicola Rignanese, che è attore strano e dolente, dolce e traumatico perché spiazzante, maschera duttile e distratta, sgomitante guitto "meccanico e motorico" per dirla in futuribile. ….Spettacolo scoppiettante con Rignanese che riprende i "suoi" caratteri (anti)televisivi e li butta oltre, molto più in là fin quasi farli incrociare coi lémuri petroliniani, e non sai se piangere o ridere>> (Gabriele Rizza)
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