Memorie dal sottosuolo Un progetto di Teatro Contemporaneo a cura de I Macelli Certaldo
Le utopie sono spazi privi di un luogo reale. Ci sono anche, e ciò probabilmente in ogni cultura come in ogni civiltà, dei luoghi reali, dei luoghi effettivi, dei luoghi che appaiono delineati nell’istituzione stessa della società, e che costituiscono una sorta di contro-luoghi, specie di utopie effettivamente realizzate nelle quali i luoghi reali, tutti gli altri luoghi reali che si trovano all’interno della cultura vengono al contempo rappresentati, contestati e sovvertiti; una sorta di luoghi che si trovano al di fuori di ogni luogo, per quanto possano essere effettivamente localizzabili.
Eterotopia, Michel Foucault
Per la prima volta, approda e sprofonda nei sottosuoli del borgo di Certaldo il Teatro Contemporaneo, con sei tra le compagnie di ricerca più innovative della scena italiana. Progetti nati ed allestiti specificatamente per la 25° edizione del Festival, che aprono un varco linguistico nella storia teatrale di Mercantia. Un’incursione della sperimentazione nei luoghi del mondo che esclusi dal tempo e dallo spazio - ma reali - ribaltano il nostro modo di guardare: guardarsi dall’immagine di uno specchio o da un luogo escluso al vedere. Nell’epoca che ha illuminato troppo, che ha espulso il mistero dell’uomo, ritrovare silenziosamente un momento invisibile e muto per poter sondare le profondità dell’essere, i suoi enigmi, le sue diversità. Più che l’uomo scende più che abbandona la necessità di assomigliare, di appartenere, di pensare unitariamente. Una nave dove salire per poter abbandonare le rive della conoscenza e imbattersi nel fertile mondo del viaggio perpetuo.
I Macelli sono un luogo nato da un restauro archeologico sostenuto dalla Regione Toscana. Dal 21 Febbraio 2009 sono attivi nel territorio ed hanno già presentato sei cartelloni teatrali. Lavorano principalmente con il teatro di ricerca e l’arte contemporanea rivolgendo una particolare attenzione alle realtà emergenti. Collaborano con diversi Festival e sono sempre in cerca di realtà nuove e nuovi luoghi da interpretare. La scorsa edizione di Mercantia hanno progettato e realizzato un disegno coreografico e scenografico per un pubblico di massa che si articolava in cinque momenti differenti.
Mariangela Gualtieri / Teatro Valdoca
Bestia di gioia sinfonia della parola in tre movimenti
progetto specifico per Mercantia 2012
di e con Mariangela Gualtieri con la guida di Cesare Ronconi cura del suono Luca Fusconi
Convento Agostiniano - Sottosuoli Museo Arte Sacra
13, 14, 15 Luglio - ore 22:00, ore 22:45, ore 23:30
Ogni sera Mariangela Gualtieri ripercorrerà i propri versi, recenti e passati, editi e inediti, in tre differenti movimenti, mescolando le parole dell’amore, quelle della natura, quelle dell’esortazione, della riflessione, dell’inquietudine e della gioia. Bestia di gioia avrà dunque tre parti: un adagio, un andante con brio ed un allegro, in una sinfonia per parole e silenzio, note rade e canto, dentro uno spazio che sembra fatto apposta per un ascolto teso, in un comune rito sonoro.
Organizzazione Elisa De Carli, Imma Scarpato Amministrazione Morena Cecchetti Produzione Teatro Valdoca Con il sostegno di Comune di Cesena/Emilia Romagna Teatro Fondazione Con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia Romagna, Provincia di Forlì-Cesena
Mariangela Gualtieri è nata a Cesena, in Romagna. Si è laureata in architettura allo IUAV di Venezia. Nel 1983 ha fondato, insieme al regista Cesare Ronconi, il Teatro Valdoca, di cui è drammaturga. Fin dall’inizio ha curato la consegna orale della poesia, dedicando piena attenzione all’apparato di amplificazione della voce e al sodalizio fra verso poetico e musica dal vivo. Fra i testi pubblicati: Antenata (ed. Crocetti, Milano 1992), Sue Dimore (Palazzo dell’Esposizioni di Roma, Roma 1996), Nei Leoni e nei Lupi (I Quaderni del Battello Ebbro, Porretta 1996), Parsifal (Teatro Valdoca, Cesena 2000), Chioma (Teatro Valdoca, Cesena 2000), Fuoco Centrale (Giulio Einaudi ed. Torino 2003), Donna che non impara (Galleria Emilio Mazzoli, Modena 2003), Senza polvere senza peso (Giulio Einaudi ed., Torino 2006), Sermone ai cuccioli della mia specie (L’arboreto Editore, Mondaino 2006), Paesaggio con fratello rotto (libro e DVD, Luca Sossella Editore, Roma 2007), Bestia di gioia (Giulio Einaudi ed., Torino 2010), Caino, (Giulio Einaudi ed., Torino 2011).
Zaches Teatro
Lost in Time#2
site specific per Mercantia 2012
Cripta Pro Loco
11, 12, 13, 14, 15 Luglio - ore 22:30, ore 23:15, ore 24:00
Lost in Time#2 è il secondo studio su "48.Cronache di un silenzio", terza tappa della Trilogia della Visione, progetto che indaga l’atto del vedere come forma articolata di percezione a cui Zaches Teatro si sta dedicando dal 2009. La visione non è un oggetto concreto e trasmissibile univocamente, essa è percepibile solo attraverso le traduzioni soggettive di ognuno, ovvero attraverso sensazioni. Colui che si abbandona alla visione è un testimone che non è in grado di raccontare ciò che ha visto. La visione è qualcosa che accade e non è ri-narrabile, è presente e assente nello stesso momento. In Lost in Time#2, la visione è suggerita da sonorità che emergono gradualmente come l'affiorare di un ricordo dimenticato, sepolto in luoghi segreti, muti. Echi e riverberi rivelano tracce di un mondo liminale, in cui il corpo appare senza che si riesca mai a coglierlo nella sua pienezza, come se continuamente la forma si tras-forma-sse. Gli spazi interni ed esterni al corpo in scena diventano così labirinti sonori. Dopo "Il Fascino dell'Idiozia" ispirato alle Pitture Nere di Goya e "Mal Bianco" ispirato ai manga di Hokusai, "48.Cronache di un silenzio" guarda all'opera pittorica di Francis Bacon ed è articolato in diverse tappe/studi intitolati "Lost in Time" che porteranno al debutto ufficiale nel 2013. Il primo studio, Lost in Time#1, sarà presentato al festival Inequilibrio 2012 di Castiglioncello, mentre il secondo studio, Lost in Time#2, pensato come site specific per il progetto "Memorie dal sottosuolo" a cura di I Macelli Teatro, sarà presentato al Festival Mercantia 2012 di Certaldo.
Un progetto di Zaches Teatro Regia, coreografia e drammaturgia del suono: Luana Gramegna Scene, maschere, luci e oggetti di scena:Francesco Givone Musica originale e live electronics: Stefano Ciardi Performer: Luana Gramegna Collaborazione artistica, cura dei contenuti e organizzazione: Enrica Zampetti
Una produzione 2010/2011 di Zaches Teatro Con il sostegno della Regione Toscana Residenze artistiche: Castello Pasquini di Castiglioncello (LI), Centro I Macelli di Certaldo, Teatro delle Arti di Lastra a Signa(FI)
Zaches Teatro lavora sul connubio tra vari linguaggi artistici: la danza contemporanea, i mezzi espressivi del teatro di figura, l’uso della maschera, il rapporto tra movimenti plastici e musica/suono elettronico dal vivo. Con le ultime produzioni ha partecipato a importanti festival nazionali e stranieri dedicati alla scena contemporanea, ricevendo premi e riconoscimenti anche all’estero, tra cui: il premio Miglior Spettacolo d’Innovazione e Miglior Musica Originale all’International Puppet Theatre Festival di Ekaterininburg 2010 (Russia) e lo Special Prize for the original expression and fantasy all’International Festival of Children’s Theatres 2011 di Subotica (Serbia) con lo spettacolo "Faustus!Faustus!"; Miglior Spettacolo della XIII edizione del TeatarFest di Sarajevo (Bosnia-Herzegovina) e la selezione EXPLO’ 2009/2010 del GDA (Giovane Danza d’Autore) con lo spettacolo "Il Fascino dell'idiozia"; il premio Prospettiva Danza Teatro 2010 e il Quality Label della rete europea e-MIX con lo spettacolo "Mal Bianco". Ha partecipato a: Festival VolterraTeatro, Zoom Festival (FI), Kilowatt Festival (AR), Prospettiva Danza Teatro (PD), Festival Mondo (FC), Performing Arts Festival (Lahore-Pakistan), C.R.T. di Milano, Man In Fest (Romania), II Press/Play International Artist Broadcast (Detroit-USA), Equilibrio Festival (Roma), Eruzioni Festival (NA), Festival Anticorpi (RA), Festival Ipercorpo (FC), Festival Insoliti (TO), PiM Spazio Scenico e PiM OFF (MI), Teatarfest (Sarajevo-Bosnia Herzegovina), AICC 2010 (Aarhus-Danimarca), International Puppet Theatre Festival (Ekaterinburg-Russia), International Puppet Theatre Festival “The Dream of Flying” di Kurgan (Russia), International Festival for Children’s Theatre (Subotica-Serbia), Crossroadfestival (Antwerp-Belgio), Festival delle Colline Torinesi, Inequilibrio Festival.
Silvia Guidi
Lettera di bambola
di Barbara Nativi con Silvia Guidi
Sottosuoli della Tinaia
11, 12 Luglio - ore 24:00
13, 14, 15 Luglio - ore 00:15
Uno spettacolo delicato, senza dubbio; un “pezzo di bravura” della meravigliosa Silvia Guidi. Il testo rappresentato è un chiaro esempio di quanto possa essere poetico un’opera teatrale. La protagonista è la graziosa ballerina della fiaba di Andersen che scrive una lettera, una lettera d’amore che lei stessa, quale testamento ultimo di un’ anima destinata a morire per l’amore perduto, dedica al suo soldatino di stagno. La bambola, nella sua immobilità, trova una collocazione di straordinaria efficacia all’interno di un cerchio di luce, quasi un carillon pietrificato. Ci si rende subito conto, dopo la prima battuta, il primo gridolino, il primo vezzo della ballerina, che stiamo per calarci non tanto nelle angosce e nelle pene della povera sventurata ma in un graduale e inesorabile trapasso fra il mondo reale ed il mondo del sogno, della fiaba. Signori, un consiglio: permettetevi, almeno per una sera, di tornare bambini, di immaginare un mondo diverso, in cui possa apparire da un momento all’altro, lo sventurato soldatino di stagno. Ma soprattutto non abbiate paura di aprire il vostro cuore a questa storia così tremendamente “universale”…
Diplomata attrice presso la Scuola di Teatro LABORATORIO NOVE di Firenze. Specializzata con Rickard Gunther (Teater Galeasen Svezia) e Anton Adasinskij (Teatro Derevo). Fin dall’inizio della sua carriera stabilisce un forte legame con la drammaturga e regista Barbara Nativi della quale interpreterà moltissimi testi. Lavora anche con la drammaturga Chiara Guarducci e registi come Giancarlo Cauteruccio (Krypton), Alfonso Santagata, Riccardo Massai. Sono molte le collaborazioni ad Intersity Festival (Montreal, Madrid, Londra, Parigi, Berlino) ed i debutti in Europa. Ultimamente ha lavorato con l’attore, scenografo e direttore della Limonaia Dimitri Milopulos. Attrice straordinaria, di grande intensità e carattere, riesce a tirare fuori dai suoi personaggi i lati più oscuri ed a trasmettergli grande potenza. Da molti è definita la Dea del Teatro Off.
Codice Ivan
THE CITY of HAPPINESS (1)
tappa specifica per Mercantia 2012
Palazzo Pretorio - Giardino della Casa del Tè
11, 12 Luglio - ore 22:30, ore 23:15, ore 24:00
13, 14, 15 Luglio - ore 22:45, ore 23:30, ore 00:15
C’è un unico errore innato, ed è quello di credere che noi esistiamo per essere felici. (A. Schopenhauer)
Confrontandosi con il tema della felicità durante il percorso di ricerca che ha portato alla realizzazione della performance teatrale GMGS_WHAT THE HELL IS HAPPINESS?, ci siamo interrogati spesso sul valore pubblico, politico della felicità stessa. Per il suo raggiungimento spesso procediamo ad occhi chiusi, troppo concentrati su noi stessi, senza renderci conto del prezzo che stiamo pagando. Ma la felicità è, e non può più essere altrimenti, un attimo di tempo condiviso, in cui siamo chiamati a ricostruire, a ripensare, a riformulare un altro mondo possibile. La felicità non è uno spazio privato ma una relazione attiva, un rapporto d'immaginazione e azione tra noi e le cose, tra noi e l'altro. Il percorso a tappe THE CITY of HAPPINESS nasce proprio dalla necessità di aprire il lavoro teatrale ad altre forme e ad altre contaminazioni; nasce dall'urgenza di entrare in rapporto con altre persone, costruendo una serie di immagini ed azioni pubbliche. Da queste riflessioni nasce la realizzazione di un'azione performativa appositamente pensata per Mercantia 2012.
Codice Ivan nasce nel 2008 dall'incontro di Anna Destefanis, Leonardo Mazzi e Benno Steinegger. Da subito il lavoro del gruppo si orienta principalmente verso le arti performative/teatrali ma avviando anche un percorso di ricerca rivolto all'utilizzo di formati diversi. Nel 2009 Pink, Me & The Roses, lavoro d'esordio, riceve il Premio Scenario. Al 2010 risalgono We Wanna Be Your Happening, TANK-TALK e gli studi di GMGS che hanno portato alla realizzazione dell'ultimo lavoro GMGS_What the hell is happiness? che ha debuttato a DRODESERA 2011. Nel 2011 con il progetto SCORE, Codice Ivan vince il TRANSART PRIZE, concorso promosso da TRANSART, MUSEION e SÜDTIROLERKÜNSTLERBUND. Attualmente Codicie Ivan è impegnato nell'allestimento dell'opera installativa SCORE-Please Try The Impossible che entrerà a far parte della collezione permanente del museo di arte contemporanea Museion di Bolzano. Codice Ivan fa parte del progetto Fies Factory.
Francesca Sarteanesi
IO NON SONO LEI
progetto specifico per Mercantia 2012
di Francesca Sarteanesi
Palazzo Pretorio - Prigione degli uomini
11, 12 Luglio - ore 22:30, ore 23:15, ore 24:00
13, 14, 15 Luglio - ore 22:45, ore 23:30, ore 00:15
“Egregio Dottore Mi scusi se la disturbo. D’altra parte la psicoanalisi ha disturbato gravemente me.”
Questo progetto nasce da un incontro casuale, di quelli che nella vita spesso capitano. Molti restano solo incontri belli o brutti altri si trasformano in esperienze di vita. Ho incontrato una signora di una settantina d’anni ormai suonati. La chiamerò qui Wanda, anche se il suo vero nome è Wanda. Ha uno sguardo chiaro ma parla poco e ha una voce estremamente sottile e acuta. Dopo un minuto di conversazione si è girata improvvisamente verso di e me e mi ha detto:
“Adesso basta, non voglio più parlare”.
Da quel preciso momento è iniziato il mio dialogo con lei. Wanda ha elaborato un trattato attraverso undici tavole disegnate e scritte dove racconta la sua esperienza con la psichiatria. Ad ogni medicinale assunto corrisponde un disegno. Ogni tavola descrive con amarezza ed ironia come il suo corpo e la sua mente hanno reagito ad ogni singolo farmaco da lei stessa consapevolmente ingerito. Non ci sono filtri e non ci sono mezze parole. I colori parlano e prendono forma e le frasi sono semplici e chiare.
”Immaginate di essere la sera a letto pieni di armoniosi pensieri e di impulsi poetici che potreste paragonare ad un cesto di frutta: poi inizia l’azione dello Zipreska . Percepite in pochi minuti i vostri pensieri sgranarsi, perdere contorni, obliarsi e mescolarsi in una marmellata poltiglia. Assistete consapevoli, terrorizzati e impotenti al vostro disfacimento psichico. Provate sotto l’effetto della suddetta medicina a pronunciare la semplice frase: vorrei un bicchiere d’acqua minerale naturale
vorrei…un…bicchiere…d’acqua…minerale…naturale…”
Chiunque davanti ad un simile materiale vivo e umano resta colpito e non può non chiedersi chi è e che vesti abbia questa nostra signora psichiatria. Oltre a questo materiale per lo più visivo mi viene consegnato un libro da lei scritto che descrive il rapporto con i somministratori qualificati e ufficiali di pastiglie. Gli psichiatri. Cosa le hanno risposto? Cosa lei ha chiesto? Si saranno fraintesi? Chi dipende da chi? “La donna stava seduta su una poltroncina imbottita di plastica verde, di modello antiquato, logora qua e là sbrindellata. Con un braccio teneva strettamente avvinto a sé un pacco avvolto in un sacchetto di plastica azzurra. Con l’altra mano fumava in continuazione sigarette sottili. Si sarebbe detto che non fosse brava neanche a fumare, quando aspirava le si contraeva con una smorfia la bocca e quando espirava assumeva un’aria da ebete. Si guardò allo specchio, non aveva rughe ma il suo volto era come una maschera di cera vicino ad una fonte di calore. Da giovane quando leggeva sui giornali “ crema per contorni del viso” non capiva cosa fossero questi contorni. Adesso lo sapeva. Sapeva di chiamarsi Laura ma solo perché ogni tanto qualcuno la chiamava. Una mattina mentre stava fuori nell’atrio a fumare le si avvicinò una donna che non aveva ancora mai visto e le sussurrò in un orecchio: “ Qua dentro è tutto pieno di microspie” Rimase sconcertata. Perché quella donna aveva il suo stesso pensiero?” Nel libro Wanda parla di sè e parla di sè anche attraverso un altro personaggio femminile della sua fantasia. Tale Laura. “Io non sono lei” nasce da questo doppio essere. Che altro non è che una sola persona. Ci racconta passo passo i dialoghi con se stessa e con i dottori “-Le impedirò di andare da altri psicoanalisti. E’ mai stata ricoverata in ospedale psichiatrico? -No dissi, rabbrividendo terrorizzata. Le chiesi una sigaretta e lei mi rispose che là dentro fumava solo lei, sennò l’aria diventava irrespirabile. Quando uscii mi comprai un pacchetto di sigarette, ricominciai a fumare e da allora non ho più smesso. Sono passati quasi vent’anni.”
Si laurea in Storia del Teatro alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna. Dopo varie esperienze teatrali è co-fondatrice nel 2007 della compagnia teatrale GLI OMINI che in pochi anni raggiunge un grande successo di pubblico e realizza spettacoli di grande intelligenza e ironia, quali Gabbato lo Santo, 7 Novembre 2008, Tappa. Nel 2010 esce per Titivillus “il pesce spada non esiste” a nome de GLI OMINI. Nel 2010/11 è impegnata come attrice nel progetto del premio UBU Massimiliano Civica “Un sogno della notte dell’estate”. Nel 2011 è Autrice e interprete del testo “Esatto. Per continuare a ridere è necessario contraddirsi” portato in scena sottoforma di reading e musicato dal vivo dal gruppo Misdea. Progetto nato in collaborazione con la Provincia di Siena e legato alle Politiche Giovanili.
Alice Bachi
To be or not to be Underground Miss Sarajevo nel Tunnel
tappa specifica per Mercantia 2012
Drammaturgia originale: Federico Guerri e Alice Bachi Adattamento scenico: Alice Bachi Co-produzione: Le Blatte e I Macelli
Palazzo Pretorio - Prigione delle donne
11, 12 Luglio - ore 22:30, ore 23:15, ore 24:00
13, 14, 15 Luglio - ore 22:45, ore 23:30, ore 00:15
Tutto parte dal testo e tutto è iniziato da un testo. “..le bosniache nel tempo di guerra/ avevano degli occhi assai più belli/ perché la morte vicina nobilita/ e rende irripetibile la vita.” (P. Rumiz)
Aida è una giovane ragazza di Sarajevo, che ha vissuto l’incendio della Vijecnica, che ne è uscita viva, che porta con sé, sempre, i cinque libri che salvò durante quell’incendio, che adesso vuole partecipare a Miss Sarajevo, l’edizione del 1993. Vorrebbe partecipare, ma un cecchino l’ha presa di mira, si è dovuta rifugiare nella Vijecnica- ancora la Vijecnica-. I giorni passano, ha sempre più fame, è sempre più stanca. Parla, continua a parlare, perché non le resta che questo: parlare con quest’uomo, che vuole, deve ucciderla, proprio perchè è in trappola come lei. “Chi è la bestia e chi è la bella a Sarajevo?” Tra rimandi continui alla letteratura occidentale, Aida prende il pubblico per mano e lo porta dentro Sarajevo, dentro l’Assedio, dentro i suoi libri, che le permettono di evadere dalla clausura delle macerie, per poi tornare inevitabilmente alla realtà, ai topi, alla fame, alla paura. Lo spettacolo si modifica e si muove nei margini labili del momento del “qui e ora”: quanto siamo disposti a concedere e concederci? Lo spazio più angusto e ristretto dell’undergroud di Certaldo modificherà inevitabilmente il testo originario, lo stato in cui si trova Aida, probabilmente il set stesso: questa volta non sarà sola, questa volta ad essere assediati assieme a lei saranno le venti persone che scenderanno “incautamente” nei sotterranei. E allora piuttosto che la Vijecnica, sarà il ‘Tunnel’ a prendere vita, il tunnel scavato dagli abitanti di Sarajevo, per collegare la città all’esterno. Forse si sono avventurati in cerca di salvezza, ma il destino è una roulette russa e solo il coraggio di uscir fuori, permetterà di sapere quale sarà il finale.
Alice Bachi si diploma alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano nel 2005. Durante i tre anni di formazione lavora con Luca Ronconi, Lev Dodin, Anatolij Vassiliev. Continua il suo percorso di studi con Valerio Binasco, Federico Tiezzi, Bruce Mayers, Marco Baliani. Studia Commedia dell’Arte con Ferruccio Soleri, Adriano Iurissevich e Stefano De Luca; quest’ultimo la dirige in “La barca dei comici”, un libero adattamento dai “Memoires” di Carlo Goldoni, da un’idea di Giorgio Strehler. Diretta da Sergio Castellitto, prende parte alla realizzazione de “Il dubbio”, con Lucilla Morlacchi e Stefano Accorsi. Si avventura nel mondo del teatro off con la compagnia pugliese Teatro Minimo, diretta da Michele Sinisi, di cui il drammaturgo è il pluripremiato Michele Santeramo. Lo spettacolo si chiama “Le scarpe”.Alla drammaturgia si avvicina dopo un seminario con Francesco Niccolini, che la porta a lavorare con Marco Paolini. Questo segna l’apertura verso un nuovo modo di fare teatro e di essere attrice: l’attore è autore e regista di sé.Assiste alla regia Luca Biagiotti in “Vita, morte e disavventure di Galileo Galilei”(scritto da Francesco Niccolini e prodotto dal Teatro Verdi di Pisa) e Stefano De Luca nel “Don Giovanni” di Da Ponte-Mozart, produzione As.Li.Co.Conosce Peter Greenaway in occasione delle riprese per la videoinstallazione permanente alla Reggia di Venaria; ha un piccolo ruolo nel remake per la tv inglese di “A room with a view”; è special guest di una puntata de “La squadra”(RAI).Fa parte del cast di “Ainom”, regia di Mario Garofalo e Lorenzo Ceva Valla, produzione indipendente, selezionato alla mostra del cinema di Shangay 2011 e vincitore del premio come miglior regia al Golden Rooster & Hundred Flowers Film Festival, gli Oscar cinesi.Nel Gennaio 2012 costituisce con Luca Orsini, Daniele Milano, Paolo Cioni e Federico Guerri, l’Associazione culturale “Le Blatte”, attiva sul territorio pisano.
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